Una giornata in Val Formazza

Autore: Fabiano Conti

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8–12 minuti

Ciao a tutti, ecco cosa troverete in questo articolo:

La Val Formazza occupa un posto speciale nel nostro cuore e Pietro ed io la frequentiamo in ogni stagione dell’anno. Questa meravigliosa valle alpina, “Pomattertal” in tedesco, è un autentico gioiello incastonato nell’estremo nord del Piemonte, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola, al confine con la Svizzera. Formazza è un comune alpino affascinante, composto da numerose frazioni sparse lungo la valle, ognuna con la propria identità e il proprio carattere: Ponte (il capoluogo amministrativo), Riale, Canza, Chiesa, Fondovalle, Foppiano, Grovella, San Michele, Valdo, Brendo, Frua, Sotto Frua e Antillone. Tutte queste piccole gemme sono accomunate dalle profonde tradizioni Walser e dall’architettura tipica alpina, con le caratteristiche case in legno scuro, i tetti spioventi e i balconi fioriti che offrono scorci autentici di una vita di montagna ancora genuina. Ogni frazione rappresenta un punto di partenza privilegiato per escursioni indimenticabili, con Riale che si distingue per essere la frazione più settentrionale dell’intero Piemonte, un avamposto di italianità a due passi dal confine svizzero.

Verso Formazza

Partiamo da casa nelle prime ore del mattino. Superata Domodossola il percorso in auto è già di per sé un’esperienza emozionante: la strada serpeggia con dolcezza attraverso paesaggi che lasciano letteralmente senza fiato, costeggiando il fiume Toce che scorre impetuoso tra le rocce e attraversando pittoreschi paesi come Crodo, Baceno e Premia. Ad ogni curva si apre un panorama diverso, più spettacolare del precedente, e mentre saliamo di quota l’aria si fa più fresca e pura, riempiendo i polmoni di quella sensazione di libertà che solo la montagna sa regalare.

Durante il tragitto, quando ormai siamo a metà della valle e lo stomaco inizia a brontolare piacevolmente, ci fermiamo, come da rituale consolidato negli anni, a fare una golosa colazione al Forno Ossolano, situato nel cuore del paese di Crodo. Questo locale è una vera e propria istituzione per gli amanti della panificazione artigianale e per chiunque apprezzi i sapori autentici della tradizione. Questo storico forno, che affonda le sue radici nelle antiche tradizioni ossolane tramandate di generazione in generazione, offre una vasta e invitante selezione di prodotti da forno preparati con passione secondo ricette locali. Dalle fragranti focacce appena sfornate, ancora calde e profumate, ai tipici pani di montagna preparati con farina integrale macinata a pietra, dai dolci tradizionali come i biscotti al burro che si sciolgono in bocca alle torte fatte in casa con ingredienti genuini e locali, ogni singolo prodotto racconta con orgoglio la storia e i sapori autentici di questa valle alpina ricca di tradizioni. Noi non resistiamo e ordiniamo due generose fette di torta alle mele fatta in casa. Prima di ripartire, acquistiamo anche un pane Walser da portare a casa come prezioso tesoro, consapevoli che ci permetterà di prolungare per qualche giorno il sapore di questa esperienza. Il pane Walser è un prodotto di origini antichissime, preparato con ingredienti semplici ma di grande valore nutritivo, comuni a quei tempi alle popolazioni Walser che abitavano queste valli.

I Walser erano infatti popolazioni di etnia germanica provenienti dall’interno della Svizzera, che a partire dal 1500 si stabilirono in alta Ossola, nella zona di Formazza, Salecchio e Agaro, portando con sé la loro cultura, la loro lingua e le loro tradizioni culinarie.

Proseguiamo il nostro percorso con rinnovato entusiasmo e superiamo la celebre galleria elicoidale delle Casse, un’opera di ingegneria stradale davvero impressionante che anni fa ha sostituito l’interminabile serie di tornantini strettissimi e vertiginosi necessari per superare un imponente salto di roccia all’inizio della alta Val Formazza. Il concetto è affascinante nella sua semplicità: in pratica la strada prende quota all’interno della montagna compiendo una spirale ascendente, proprio come un cavatappi che penetra nella roccia. È una soluzione ingegneristica frequentissima nelle linee ferroviarie di montagna, ma decisamente rara da incontrare sulle strade automobilistiche.

All’uscita della galleria, quando i nostri occhi si riabituano alla luce del sole, ci si trova improvvisamente immersi nel paesino di Fondovalle, una frazione del comune di Formazza che segna l’ingresso nel cuore dell’alta valle. Fondovalle è il primo autentico villaggio Walser che si incontra risalendo la valle, un borgo adagiato con grazia su un pianoro panoramico che offre una vista privilegiata sulle montagne circostanti. Fondovalle offre scorci mozzafiato sulla natura selvaggia e incontaminata che circonda la valle e rappresenta un punto di accesso privilegiato a numerosi sentieri che conducono verso alpeggi nascosti e il celebre Lago Superiore, meta ambita dagli escursionisti e punto di partenza ideale per avventure in alta montagna.

Noi però, almeno per oggi, continuiamo il nostro viaggio senza fermarci, mantenendo la rotta e superando la frazione Ponte, il cuore pulsante amministrativo della valle.

Cascata del Toce e Riale

Siamo diretti verso uno degli spettacoli naturali più impressionanti delle Alpi: la maestosa Cascata del Toce. Situata in frazione Frua, a un’altitudine di 1675 metri, questa cascata è considerata uno dei salti d’acqua più spettacolari e fotografati dell’intero arco alpino. Con i suoi 143 metri di salto e una larghezza che può raggiungere i 60 metri, quando è in piena portata offre uno spettacolo di potenza e bellezza che toglie letteralmente il fiato.

Per godere appieno di questo spettacolo naturale che non ha eguali, vi consigliamo caldamente di ammirare la cascata da diverse prospettive: dai suoi piedi, dove potrete sentire sulla pelle la nebbiolina creata dall’impatto dell’acqua e percepire fisicamente la potenza dell’elemento naturale, oppure attraverso l’uso della suggestiva passerella in legno sospesa posta sulla sommità delle rocce, a fianco dello storico albergo Cascata del Toce risalente al 1863, che offre una prospettiva vertiginosa e panoramica dell’intero salto.

Noi oggi ci fermiamo giusto il tempo di scattare l’ennesima foto ricordo, cercando di catturare con l’obiettivo almeno una parte della magnificenza di questo luogo, e poi proseguiamo verso la frazione di Riale, situata a 1718 metri di altitudine, ancora più in alto, ancora più vicini al cielo.

Formazza (Frazione Riale)
Formazza (Frazione Riale)

Riale si trova in stretta vicinanza con l’imponente diga di Morasco, una struttura davvero monumentale lunga 565 metri e alta 55. La costruzione di questa diga, sebbene necessaria per lo sviluppo economico della zona, ha purtroppo sommerso per sempre l’antico villaggio di Morasco, con le sue case, i suoi ricordi e le sue storie, ora silenziosi sotto metri e metri di acqua gelida di origine glaciale.

Lasciamo l’auto nel parcheggio e facciamo un giro a piedi ammirando il panorama mozzafiato delle montagne che ci circondano a 360 gradi, con le loro cime innevate. Qui siamo ormai al confine con la Svizzera, in un luogo dove la natura regna sovrana e l’uomo si sente piccolo di fronte all’immensità e alla maestosità del paesaggio alpino.

Frazione Ponte

Formazza (Frazione Valdo)

Torniamo decisamente affamati dopo la bella camminata tonificante all’aria aperta verso la frazione Ponte. Ci aspetta con impazienza il pranzo all’Albergo Ristorante Rotenthal, che è ormai diventato un punto di riferimento fisso e irrinunciabile per noi ogni volta che saliamo in valle. Conosciamo già cosa ci aspetta e l’attesa rende tutto ancora più gustoso: piatti genuini e saporiti della tradizione locale Walser, preparati con ingredienti locali di prima qualità e seguendo ricette che si tramandano da generazioni.

Qui troveremo i formaggi d’alpeggio prodotti nelle malghe circostanti, i salumi di montagna stagionati secondo antica tradizione, la pasta walser cucinata con cipolle, pancetta e patate nostrane, la polenta fumante servita con spezzatino di cervo o con funghi porcini, e altro. Oggi andiamo sul classico e prendiamo due polente con brasato che ci fanno sognare. Ma oltre al cibo eccellente, c’è qualcosa di ancora più prezioso che ci attira qui: l’amicizia sincera e calorosa che si è consolidata ormai da anni con le proprietarie Silvana, Marika e Alessandra, tre donne straordinarie che gestiscono questa attività con passione, dedizione e un sorriso sempre pronto. La loro accoglienza familiare, insieme a Eleonora e al resto dello staff, le risate condivise e la genuinità dei rapporti rendono ogni colazione e ogni pranzo qui non solo un piacere gastronomico, ma un’esperienza umana autentica che arricchisce l’anima.

Nel pomeriggio, prima di riprendere la via del ritorno, ci aspettano per un caloroso saluto, e una pausa caffè accompagnata da dolci fatti in casa, Alessandra e Dario, i simpatici titolari dell’area camper di Punta Sabbioni, un’altra nostra tappa costante da anni e molto apprezzata durante il periodo estivo, quando le temperature più miti permettono di esplorare la valle in camper e di godere delle lunghe giornate di sole montano. Su questo posto a noi caro ci torneremo in modo più approfondito in una prossima puntata.

La Chiesa di San Gaudenzio a Baceno

Facciata chiesa di San Gaudenzio (Baceno)
Interno chiesa di San Gaudenzio (Baceno)
Interno chiesa di San Gaudenzio (Baceno)

È ormai buio quando, scendendo la valle, decidiamo di concederci un’ultima sosta a Baceno per visitare la splendida chiesa di San Gaudenzio, uno dei gioielli architettonici più preziosi di tutta la Val d’Ossola. Le prime testimonianze documentate di una primitiva cappella risalgono all’undicesimo secolo: quell’edificio a pianta rettangolare sorgeva dove oggi si trova il presbiterio dell’attuale chiesa. Costruita in elegante stile romanico lombardo e dedicata a San Gaudenzio, primo vescovo di Novara, la chiesa ha visto il suo ampliamento principale tra il XII e il XIII secolo. Nel 1326, il chierico Signebaldo fece costruire la Cappella della Madonna, situata in fondo all’attuale navata centrale, che custodisce ancora oggi splendidi affreschi dedicati alla vita della Madonna, purtroppo parzialmente danneggiati durante alcuni lavori settecenteschi. Dopo il Concilio di Trento, la chiesa subì ulteriori modifiche strutturali, mentre il campanile a base quadrata, che si innalza per 31 metri, venne eretto tra il 1522 e il 1523. La magnifica facciata romanica è interamente realizzata in pietra e sul lato destro campeggia un gigantesco San Cristoforo dipinto nel 1542. Di notte, la Chiesa di San Gaudenzio rivela tutta la sua bellezza grazie a un recente e accurato sistema di illuminazione che valorizza e mette in risalto i suoi elementi architettonici più significativi, regalando uno spettacolo davvero suggestivo.

È ormai ora di tornare a casa, portando con noi il ricordo di questa intensa giornata. Questa piccola ma preziosa fuga dalla pianura ci ha regalato l’opportunità di staccare dalla routine quotidiana e di respirare un’aria diversa, un’aria carica di libertà, serenità e autenticità che solo questi luoghi speciali sanno offrire. La Val Formazza ci ha ancora una volta conquistati e rigenerati con la sua bellezza discreta ma potente, e noi promettiamo a noi stessi e a voi lettori che torneremo a raccontare questa meravigliosa valle in altre occasioni e stagioni: in primavera quando i prati esplodono di fiori selvatici, in estate quando tutti i sentieri si aprono agli escursionisti, in autunno quando i larici si tingono di un oro caldo e avvolgente. Ci sono ancora tanti luoghi bellissimi, particolari e segreti che questa terra generosa custodisce gelosamente tra le sue montagne, e non vediamo l’ora di condividerli con voi.

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