Il cassetto

Come è nata la mia passione per le storie

Ho cominciato a scrivere all’università. Erano articoli e piccoli libretti, soprattutto di architettura e di urbanistica.

Le storie sono arrivate negli anni Duemila. Ci sono arrivato guardando il mondo e le persone intorno a me, e a un certo punto anche guardando dentro me stesso. Ne sono usciti racconti brevi e racconti lunghi, di generi diversi, scritti dove capitava: su agende, su quaderni, su fogli sparsi. Ogni volta che finivo di scrivere, il testo andava in un cassetto insieme agli altri. Lì sono rimasti per anni: per tutto quel tempo, il cassetto è stato l’unico posto in cui quelle storie esistevano.

Il cassetto sarebbe rimasto chiuso se un amico scrittore non avesse letto, per caso, il mio ultimo manoscritto: la mia autobiografia. Mi ha spinto a pubblicarla e mi ha dato qualche consiglio, qualche dritta per scrivere. L’ho fatto, ed è diventata “La mia vetta segreta”. Poi ho riaperto il cassetto.

Ho ripreso in mano quei fogli e li ho rivisti uno alla volta. Alcune storie le ho unite, altre le ho spezzate in più parti, altre le ho riscritte da capo. Le pubblico così, trasformandole in romanzi, un po’ alla volta.

Poi ho deciso di aprire un blog, Vetta segreta, per raccontare i miei viaggi, soprattutto nei dettagli particolari e poco turistici, quelli che le guide di solito non raccontano. Ci ho aggiunto una sezione dedicata ai miei libri e uno spazio dove i lettori possono scrivermi. Da lì sono arrivati tanti commenti, e alcuni mi hanno emozionato fino alle lacrime: come quello di un padre che, dopo aver letto la mia autobiografia, ha ripreso a parlare con suo figlio. Sapere che dall’altra parte c’era qualcuno che leggeva, e che aveva voglia di dirmelo, è stata la spinta a continuare a scrivere.

Le storie vengono da ciò che ho intorno: dalle persone che ho conosciuto, molte durante i miei tanti viaggi nel mondo, da un episodio vissuto o a cui ho assistito. Niente entra nel libro così com’era: passa dall’immaginazione e si adatta a ciò che serve alla storia. Ma un frammento rimane, e chi mi conosce bene potrebbe scoprire, in un personaggio o in una battuta, qualcuno di familiare.

Ogni libro ha la sua trama. E ogni volta, sotto la trama, ci sono persone che si vogliono bene: amici, familiari, due che si innamorano. Perché mi interessa raccontare l’amore com’è davvero, quello dei giorni qualunque, fatto di cose piccole, e quello che arriva forte e a volte brutale. E l’amore non cambia a seconda di chi lo prova, e così lo scrivo.

Quel cassetto adesso è aperto, e non intendo richiuderlo. Ci sono ancora fogli da rivedere, storie da riscrivere, altre che aspettano il loro turno. Se leggendo troverete una frase che vi somiglia, una persona che avete incontrato davvero, un affetto che non avete mai saputo spiegare a nessuno, ricordate che quelle pagine sono scritte anche per voi. E se continuo a scriverle, in buona parte è merito vostro.